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Presentazione del documento del CATI

Corpi da rispettare. Parole per curare.
Un manifesto contro ogni violenza

Il CATI (= Coordinamento delle Associazioni Teologiche Italiane) ha avviato per un quadriennio (2022-2026) un’ampia riflessione sul tema del corpo. La prima fase di lavoro si è concentrata sui nuovi paradigmi che emergono nella cultura attuale a proposito del corpo, quasi a renderlo evanescente, e su come tutto ciò interpella la teologia. Diversi contributi di questa prima fase sono stati raccolti e pubblicati nel fascicolo di «Nuova Rivista di Teologia Morale» II/2 (2025). La seconda fase di lavoro, che ora presentiamo, ha considerato invece l’esposizione del corpo a diverse forme di violenza e si è interrogata sul ruolo e sul posizionamento della teologia al riguardo.

Siamo consapevoli di essere entrati in una problematica estremamente vasta e complessa. Sono diverse le forme di violenza che sfigurano i corpi personali di donne e uomini, di ogni età. Accadono a livello macro e micro sociale, e non sembra emergere un efficace antidoto a queste violenze (la semplice repressione non lo è). Per onestà intellettuale, ci siamo interrogati anche sulle forme di violenza da cui è segnata la vita ecclesiale e la stessa teologia. Ecco quindi il tentativo di proporre ed esporre, come in un “manifesto”, alcuni punti essenziali che consentano di leggere questa situazione, di smascherare gli atteggiamenti che producono violenza e di orientare le energie verso la cura di una convivenza pacifica, capace di rispettare e ospitare i corpi di tutte e tutti con le loro esigenze, per un arricchimento reciproco. L’obiettivo che ci siamo dati non è l’organicità o la completezza della riflessione accademica, ma la possibilità di incidere sul piano delle pratiche ecclesiali e sociali, attivando il compito e la responsabilità della teologia al riguardo. La pluralità di persone che concorrono alla formazione di questo ipertesto è già un bel segno di condivisione e di uno stile non competitivo, ma collaborativo.

La prospettiva con cui abbiamo accostato il tema ci ha portati a privilegiare di più l’ambito della relazionalità interpersonale e meno altri ambiti generali. Siamo consapevoli dei limiti di questo lavoro, della sua natura di work in progress. Ma riteniamo che le preoccupazioni di cui ci facciamo carico possano costituire un punto di incontro che ci aiuta a riconoscere più chiaramente le ferite dei nostri corpi e a prenderci cura delle nostre reciproche fragilità. Con questo spirito, rendiamo pubblico questo manifesto: Corpi da rispettare. Parole per curare.

Roma, 11 ottobre 2026

Luigi Girardi
Coordinatore del CATI


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